Reggio Emilia balla tutto l’anno

di silvia poletti

Sono due, nitidi e chiari, gli elementi portanti del nuovo anno di danza che i Teatri di Reggio Emilia si accingono a varare sabato 14 gennaio. Da un lato, l’attenzione senza tregua alla più alta qualità coreografica di stampo contemporaneo (il che significa però l’intero ventaglio di espressioni coreografiche oggi sulla scena, dal tanztheater al postclassicismo astratto, al dancedrama emozionale), con nomi di vero rilievo internazionale. Dall’altro «l’ostinata» promozione della migliore danza d’autore italiana e di quelle espressioni artistiche nate nel nostro Paese, ma che per spirito, approccio, piglio e ideali, si avvicinano ai migliori standard internazionali.

Si prenda al proposito il progetto speciale che inaugura la stagione, appunto il 14 gennaio, al Teatro Ariosto. Sotto al titolo Danza l’Italia ecco infatti che si cattura il fenomeno italiano della stagione passata, la compagnia giovanile Balletto di Toscana Junior (formata da ragazzi under venti, attualmente allievi della omonima scuola, diretta, come già la gloriosa compagnia – oggi chiusa – cui deve il nome, da Cristina Bozzolini) e la si affianca all’Aterballetto per mostrare esplicitamente e senza soluzione di continuità il passaggio naturale tra alta formazione e alto professionismo, nel nome di una visione della danza versatile, atletica e affine a quella di entusiasmanti esperienze, quali, per dirne una, il Nederlands Dans Theater 2.

Del resto, a dimostrazione che dove c’è qualità la crisi occupazionale è meno forte, ben quattro «ex» junior sono ora entrati nelle file di Aterballetto e così la serata è idealmente un excursus dalla scuola al palcoscenico. Excursus, tanto per gradire, firmato da coreografi ormai ben noti come Fabrizio Monteverde, Mauro Bigonzetti o Cristina Rizzo del gruppo off Kinkaleri e da nuove valide leve come Arianna Benedetti ed Eugenio Scagliano . Il solista di Aterballetto Walter Matteini ha creato per gli juniores un nuovo lavoro in prima assoluta; i quattro neoprofessionisti invece si cimentano con il repertorio Aterballetto, mentre la coppia regina della compagnia emiliana, Macha Daudel e Thibaud Cherradi, chiude il cerchio nello splendore della sua maturità artistica con un nuovo duetto firmato Bigonzetti.

La stagione di danza reggiana continua poi al Valli, il 17 febbraio, con l’ottima compagnia neoclassica dei Grands Ballets Canadiennes da Montreal, attualmente protagonista di un vero rilancio artistico internazionale. Il programma dei canadesi, proposto in prima nazionale, ha in più il pregio di riportare a Reggio, dopo il grande successo riscosso al RED 2004, l’estro coreografico dell’israeliano Ohad Naharin, del quale è proposto l’inarrestabile, vorticoso, esilarante patchwork coreografico Minus one.

Il 16 marzo, poi, torna un’altra compagnia molto amata dal pubblico reggiano, che nel corso degli anni ne ha seguito destini ed evoluzioni: il Cullberg Ballet. In questo caso, sempre in prima nazionale, il programma contrappone As if di Johan Inger, neodirettore della compagnia e coreografo di una certa interessante vena neoclassico-espressionista, e Aluminium , ultima fatica del grande Mats Ek, ancora una volta pronto a investigare tra le mura domestiche alla ricerca della natura del vivere quotidiano.

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