… fra qualche giorno lascerò l’incarico avendo rassegnato in data odierna le dimissioni dall’ordine giudiziario, senza aver mai ricevuto alcuna informazione di garanzia o comunicazione di inizio di azione disciplinare, perché costrettovi da una campagna persecutoria, gravemente lesiva della mia onorabilità, montata ed orchestrata ad arte da qualcuno che si illude di trarne personale giovamento nella competizione elettorale del prossimo giugno.’

È l’inizio della lettera di poco più di due pagine firmata da Italo Materia (foto). Il magistrato che da sei anni è a capo della Procura della Repubblica di Reggio lascia il suo incarico e la stessa magistratura. Se ne va in seguito a insinuazioni pesantissime, che lui stesso ripercorre. Siamo nell’ottobre 2008, al convegno organizzato dalla lista civica ‘Gente di Reggio’ e dal movimento ‘Amici di Beppe Grillo’. Invitata a parlare di infiltrazioni mafiose al nord è Sonia Alfano, figlia del giornalista siciliano ucciso da Cosa nostra e presidente dell’associazione che riunisce i familiari delle vittime della mafia. La Alfano parla di ‘ombre che si proietterebbero sul capo della Procura reggiana per un parere che – a suo dire – agevolò la concessione di benefici a Luigi Sparacio, un falso pentito di mafia, e per l’amicizia con il magistrato Giovanni Lembo, poi condannato per favoreggiamento di Cosa nostra’. Italo Materia replica: ‘Diffamazione su commissione di qualcuno per danneggiarmi in un momento importante della mia carriera’.

Siciliano, 67 anni, prima di essere assegnato alla guida della Procura reggiana Italo Materia ha fatto parte del Consiglio superiore della magistratura, è stato sostituto alla Direzione nazionale antimafia e procuratore aggiunto a Bologna. E proprio a Bologna Materia ha fatto richiesta di tornare. Il suo nome figura infatti tra i candidati in corsa per il prestigioso incarico di procuratore capo. Dal capoluogo emiliano però arrivano nuovi attacchi. Gli ‘Amici di Beppe Grillo’ dicono no alla candidatura di Materia e, anche per voce del loro candidato sindaco a Palazzo Accursio, usano parole pesanti nei confronti del magistrato e del suo atteggiamento nella vicenda giudiziaria Sparacio-Lembo.

‘La misura è colma’, scrive Materia. ‘Sono state strumentalmente create, a fini elettorali, le condizioni perché io non possa, né in Reggio Emilia né in altre sedi, attendere al mio compito con quella serenità e credibilità che sono dovute’. Quindi un riferimento alle ripercussioni più personali della vicenda, ‘particolarmente devastante in relazione alla tenuta dell’equilibrio nervoso dei miei familiari’.

Il procuratore della Repubblica si congeda con un richiamo alla propria dignità e anticipando le mosse future: ‘Me ne vado a testa alta, non avendo nulla di cui rimproverarmi, per dedicarmi, da pensionato, alle azioni giudiziarie che sono costretto ad intraprendere dopo un vissuto giudiziario che mi ha visto protagonista positivo di fatti e non di chiacchiere’. A sostegno porta alcuni dati: ‘Dei ventuno omicidi consumati durante la mia permanenza reggiana soltanto uno è rimasto irrisolto, non ci sono state scarcerazioni per decorrenza dei termini, la percentuale di persone processate per direttissima, in rapporto ai procedimenti trattati, è probabilmente la più alta del paese, le vicende investigative di grave allarme sociale sono state ricostruite in tempi rapidi restituendo serenità alla collettività’.

Prima di siglare la lettera, Italo Materia intinge la penna nel veleno: ‘Leggerò anch’io, al momento opportuno, qualche pagina processuale’.

di LIVIO RAMOLINI Stazione Meteorologica di Telereggio – 10.10

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