giovedì 14 ottobre 2004, ore 15.19

Riforma della Pac, centinaia di agricoltori hanno partecipato al convegno Coldiretti

Quasi 250 imprenditori agricoli ieri sera hanno partecipato al convegno sulla riforma della politica agricola europea, organizzato dalla Coldiretti. Solo nel reggiano la riforma interessa più di 5000 aziende agricole che secondo i calcoli di Agea fino al 2013 percepiranno una media di 14milioni di contributi all’anno. Gli incontri sulla riforma Pac proseguiranno domenica 17 ottobre a Gualtieri e lunedì 25 ottobre a Castelnovo Monti. Quasi 250 imprenditori agricoli ieri sera hanno affollato la sala Siper dell’ente fiera di Reggio per assistere al convegno sulla Pac organizzato dalla Coldiretti reggiana. Oltre a Giorgio Grenzi e Marino Zani, rispettivamente direttore e vicepresidente della Coldiretti di Reggio, all’incontro hanno partecipato Angelo Frascarelli, ricercatore del dipartimento di scienze economiche e estimative dell’Università di Perugia e Andrea Fugaro, responsabile del servizio organizzazione economica di Coldiretti. Si è trattato di un incontro dal taglio prevalentemente tecnico che, come gli altri due in programma nei prossimi giorni, aveva lo scopo di tratteggiare i nuovi scenari e chiarire le perplessità aperte dalla riforma della Politica agricola comunitaria (Pac). Le grandi novità introdotte dall’Ue soprattutto per l’assegnazione dei contributi comunitari, coinvolgono la maggioranza degli agricoltori italiani. Solo sul territorio reggiano le aziende interessate dalla riforma della Pac sono oltre 5000, 3000 le associate Coldiretti. Con l’introduzione della nuova politica agricola comunitaria si passa, infatti dai premi alla produzione legati al tipo di coltura o di allevamento (cereali, bovini, soia, girasoli, ovicaprini) ai titoli aziendali concessi al produttore. In pratica l’imprenditore agricolo, che ha sempre ricevuto contributi comunitari condizionati a determinate coltivazioni o allevamenti, da ora in poi avrà un contributo (titolo aziendale) svincolato dal tipo di coltura e calcolato sulla media dei contributi del triennio 2000 – 2002. Tale meccanismo prende il nome di disaccoppiamento. Nel reggiano le aziende interessate dalla riforma nel triennio di riferimento hanno coltivato mediamente 30mila ettari di cereali, per un importo medio annuo di 14milioni di euro all’anno di contributi comunitari ricevuti. «Il disaccoppiamento – ha spiegato Frascarelli – riduce le distorsioni del mercato e le coltivazioni speculative di chi seminava solo per ottenere il contributo comunitario e non per un’effettiva richiesta del prodotto. Grazie alle novità introdotte dalla riforma in futuro gli agricoltori che vorrano ottimizzare la resa dei terreni e la qualità dei prodotti potranno puntare su coltivazioni più vicine alla reale vocazione di un territorio». «Si tratta – ha sottolineato Fugaro – di una opportunità interessante se si pensa alla grande domanda di sicurezza alimentare, qualità dei prodotti e tutela dell’ambiente che i consumatori europei di oggi chiedono all’agricoltura. La riforma della Pac, infine, consentirà una semplificazione delle procedure e della burocrazia legata alle domande di contributi».