Cronaca

Il meccanismo era collaudato. Funzionava grazie al coordinamento di tre persone. I dati forniti da un ex responsabile di una società telefonica, un sessantenne di Trento, venivano sfruttati da un operaio che aveva per complice un corriere. L’operaio, un cinquantenne di Guastalla, riusciva a intestare a persone ignare, abbonamenti di telefonia mobile. Contratti che prevedevano la fornitura di smartphone e tablet di ‘fascia alta’. Le forniture venivano stipulate con più compagnie telefoniche, che provvedevano a spedire i dispositivi. Il pacco però non arrivava al titolare della sim telefonica, perché nella fase di consegna interveniva il corriere complice, un cinquantenne, anch’egli di Guastalla. Grazie a questo aiuto, l’operaio riceveva a casa i telefonini e gli altri dispositivi previsti dagli abbonamenti. Oltre a telefonare a spese altrui, l’uomo rivendeva gli articoli provento della truffa.

Il giro è stato bloccato dai carabinieri di Guastalla, che all’inizio del 2015 avevano raccolto la denuncia di un’imprenditrice reggiana. Sul conto corrente della donna erano state addebitate fatture di un gestore telefonico per oltre 3mila euro. Quattro le utenze cui corrispondeva il traffico delle chiamate. Così come quattro erano i telefonini che risultavano recapitati alla signora, che però non aveva mai ricevuto alcunché. Perquisita, nell’abitazione dell’operaio presunto autore della truffa, gli uomini dell’Arma hanno trovato, oltre a smartphone e ad altri apparacchi, documenti sospetti. Due chiavette usb contenevano infatti copie di documenti d’identità e di contratti sottoscritti da persone residenti anche fuori regione. All’interno delle cartelle erano contenuti inoltre timbri e visure camerali di aziende. 14 le truffe portate alla luce dagli inquirenti. Ai danni di cittadini di Reggio Parma, Modena, Bologna e Mantova. I tre uomini individuati sono stati denunciati. Dovranno rispondere di concorso in truffa aggravata e falsità in scrittura privata.