Le spese del cellulare a carico di ignari utenti

Cronaca

Il meccanismo era collaudato. Funzionava grazie al coordinamento di tre persone. I dati forniti da un ex responsabile di una società telefonica, un sessantenne di Trento, venivano sfruttati da un operaio che aveva per complice un corriere. L’operaio, un cinquantenne di Guastalla, riusciva a intestare a persone ignare, abbonamenti di telefonia mobile. Contratti che prevedevano la fornitura di smartphone e tablet di ‘fascia alta’. Le forniture venivano stipulate con più compagnie telefoniche, che provvedevano a spedire i dispositivi. Il pacco però non arrivava al titolare della sim telefonica, perché nella fase di consegna interveniva il corriere complice, un cinquantenne, anch’egli di Guastalla. Grazie a questo aiuto, l’operaio riceveva a casa i telefonini e gli altri dispositivi previsti dagli abbonamenti. Oltre a telefonare a spese altrui, l’uomo rivendeva gli articoli provento della truffa.

Il giro è stato bloccato dai carabinieri di Guastalla, che all’inizio del 2015 avevano raccolto la denuncia di un’imprenditrice reggiana. Sul conto corrente della donna erano state addebitate fatture di un gestore telefonico per oltre 3mila euro. Quattro le utenze cui corrispondeva il traffico delle chiamate. Così come quattro erano i telefonini che risultavano recapitati alla signora, che però non aveva mai ricevuto alcunché. Perquisita, nell’abitazione dell’operaio presunto autore della truffa, gli uomini dell’Arma hanno trovato, oltre a smartphone e ad altri apparacchi, documenti sospetti. Due chiavette usb contenevano infatti copie di documenti d’identità e di contratti sottoscritti da persone residenti anche fuori regione. All’interno delle cartelle erano contenuti inoltre timbri e visure camerali di aziende. 14 le truffe portate alla luce dagli inquirenti. Ai danni di cittadini di Reggio Parma, Modena, Bologna e Mantova. I tre uomini individuati sono stati denunciati. Dovranno rispondere di concorso in truffa aggravata e falsità in scrittura privata.…

La Prima Sentenza Italiana Su Un Brevetto Biotecnologico

La prima sentenza italiana su un brevetto biotecnologico

Il Tribunale di Milano ha applicato una serie di principi direttamente a un brevetto biotecnologico per la prima volta nella sentenza n 15864 dell’11 novembre 1999 riguardante il caso “Chiron Corp e Ortho Diagnostic Systems contro Sorin Biomedica Diagnostic”. Sebbene per la sua complessità il testo della decisione non si presta ad essere agevolmente riassunto, di seguito sono riportati alcuni dei principi applicati dalla sentenza.

I risultati industriali (polipeptidi polinucleotidi e metodo diagnostico) immediateamente derivanti dall’applicazione tecnica di una scoperta (individuazione della struttura genetica HCV) e descritti come tali, sono brevettabili ai sensi dell’Art. 2585 del Codice civile.

La valutazione dell’attività inventiva di risultati industriali brevettabili ai sensi dell’Art. 2585, non può essere effettuata indipendentemente dalla scoperta da cui derivano. In un tal caso quindi la verifica del “novum” dovrà essere compiuta sulla scoperta in quanto tale.

L’individuazione e la descrizione della sequenza di un virus (nello specifico HCV), laddove effettuata in assenza di alcuna informazione sulla composizione chimica del virus stesso ed utilizzando processi tecnici noti in arte solo singolarmente e non nella combinazione esattamente utilizzata dagli inventori, comporta attività inventiva.

L’importanza scientifica di una scoperta e l’insuccesso di tentativi da parte di gruppi di ricercatori qualificati sono indizi significativi della sussistenza di attività inventiva per una invenzione biotecnologica.

L’omologia di sequenza è un criterio adatto per identificare la portata di una invenzione che abbia ad oggetto polipeptidi, nel caso in cui l’applicazione di tale criterio sia scientificamente fondata e la percentuale indicata ragionevole secondo quanto è noto allo stato della tecnica.

In tal senso l’omologia dovrà essere applicata alla sequenza effettivamente descritta nel brevetto, e non ad eventuali sequenze utilizzate a puro scopo definitorio.

Nel caso specifico il criterio dell’omologia per definire l’innovazione associata all’individuazione della struttura genetica HCV è …

La multisala della cultura

Cultura e Spettacolo

‘Fondare biblioteche è un po’ come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire’: Questa citazione, dal capolavoro della scrittrice Marguerite Yourcenar, ‘Memorie di Adriano’, calza come un guanto al nuovo centro culturale di Cavriago. Il “Multiplo” è persino più di una biblioteca, in un tempo in cui la cultura attraversa uno degli inverni più freddi. La ristrutturazione di Villa Sirotti Bruno e la realizzazione della nuova ala adiacente hanno richiesto un investimento complessivo di circa 7 milioni di euro.

Il discorso del sindaco Delmonte durante l’inagurazione

Programmata 5 anni fa, il Comune ha potuto portare a termine l’opera grazie anche al contributo delle aziende del territorio. “Per le spese di gestione avevamo messo da parte 250 mila euro – spiega il sindaco di Cavriago Vincenzo Delmonte – la manovra Tremonti dell’estate del 2010 ha comportato la sforbiciata di 250 mila euro alle risorse destinate dallo Stato al Comune, ora possiamo gestire la struttura per 4 anni solo grazie a 30 imprese cavriaghesi”.

Il Multiplo è costituito da 3 edifici collegati, immersi in un giardino all’italiana. Villa Sirotti Bruono, elegante dimora dei primi del Novecento in stile liberty, ospita sale studio e uffici. Nell”ex casa colonica trova spazio un’edicola, una sala per concerti e conferenze e gli spazi per la scuola di musica. Nel nuovo edificio, dalle grandi vetrate e a basso impatto energetico, c’è la biblioteca, con volumi, riviste cd, dvd e due atelier. Nel giardino inoltre l’accesso a internet è libero e gratuito. Il multiplo resterà aperto anche giovedì sera e una domenica al mese per consentire a chi lavora di utilizzare i servizi.

All’inaugurazione ha partecipato buona parte del paese, in una due giorni di festa per tutta la comunità. I bambini delle scuole …

Berlusconi: «Sono un fuoriclasse Ho salvato l’Italia dal default»

BAREFOOT & BONDAGE PHOTO FANTASIES – FRANCO SAUDELLI

di Luca Cirillo

BAREFOOT & BONDAGE PHOTO FANTASIES è la nuova opera firmata “Franco Saudelli” per le edizioni “Glittering Images” e la prima interamente dedicata alla fotografia, con sessioni di “bondage” e “foot fetish” che vedono protagoniste Daemon, Gisi, Varla, Marcella, Marilyn, Noemi, Olga, Sonia Topazio, Stacy e…Raffaella Ponzo!

Eh si…finalmente anche l’ideatrice di “Palcoscenico”, nonchè protagonista del nuovo attesissimo film di Tinto Brass, si è sottoposta alle “cure” di Saudelli, che le ha dedicato la “stritolosa” copertina di nude-bondage, nonchè 6 pagine interne!

Proprio Raffaella è la vera, assoluta, straripante novità di questo raffinato book, per la sua naturalezza nel “vivere” i set fotografici e nel riuscire già al suo esordio a catalizzare con professionalità da veterana “fetish-queen”, l’attenzione del lettore sulle sue estremità, esaltate ancora maggiormente dalla maestria di Saudelli.

Ma veniamo ai dettagli del volume:

Della copertina ho già parlato e delinea alla perfezione le “nobili e avvolgenti” intenzioni del book…

Il primo set vede protagonista “la bionda” Stacy Burke, a cui fa seguito un tris di sessioni dedicate ad Olga Stiller: i primi due set sono di puro bondage, e Olga si esibisce in un classico “noir” (con tanto di lunghi guanti neri) e in un insolito “dominio della cameriera”.

Nel terzo set (che personalmente ritengo il più bello) Saudelli ritrae Olga mettendo in risalto le sue estremità in una dimensione più rilassata ma non meno interessante…

Poi è la volta di un’altra “costante” di Saudelli, ovvero la conturbante Marylin, in un mini-set bondage e si arriva alla “mitica” Gisi (per gli amanti del foot-fetish è ormai una “icona”)…7 pagine per lei!

Le prime foto sono autentiche delizie per gli appassionati del “foot worship”…Gisi si diverte a giocare con le sue estremità con una sfrontatezza quasi infantile, in …

Stangata sui trasporti pubblici dopo i tagli regionali: Belluno +15%, Padova +10%

di Maurizio Dianese

VENEZIA – L’Ulss 12 raddoppia. Il buco. L’anno scorso era di 110 milioni. Quest’anno diventerà di 220 milioni. E via andare. Non ci sono santi, l’Ulss 12 continua ad essere sottofinanziata di 100 milioni l’anno. Del resto la Regione Veneto non ha fatto altro che confermare in questi giorni i quattrini erogati nel 2010 – quando l’Ulss ha fatto un buco di 110 milioni – e dunque per il 2011 le cose non possono cambiare. Anzi, il rosso peggiorerà visto che nel frattempo sono aumentati i costi. Del 4 per cento per quanto riguarda i fornitori, dell’8 per cento per quanto riguarda le case di cura convenzionate – pagate a piè di lista dall’Ulss 12.

In più c’è il fatto che i fornitori cominciano a subissare l’Ulss di richieste di pagamento. E i decreti ingiuntivi dei Tribunali fioccano. E l’Ulss paga gli interessi sui fondi che non arrivano dalla Regione e che sono già impegnati. Insomma è una buona notizia che siano confermati i finanziamenti dello scorso anno – 563 milioni 677 mila contro i 564 milioni e 518 mila del 2010 – ma non c’è da stappare la bottiglia. Certo, poteva andare peggio. Ma è come quel poveraccio che, mentre lo attaccano alla croce, si chiedeva che cosa gli potesse mai succedere di peggio, salvo trovarsi appeso a testa in giù. Ecco, diciamo che l’Ulss 12 continua a restare crocifissa e l’intervento dei consiglieri regionali veneziani l’ha salvata dal trovarsi a testa in giù. Ma il problema resta.

Antonio Padoan, direttore generale dell’Ulss 12: «Ci danno gli stessi quattrini del 2010. E dove sono finiti i 20 milioni in più chiesti dai consiglieri regionali per la specificità di Venezia? E i 10 milioni in più per il project dell’ospedale? Noi abbiamo più anziani e più malati, …

Il “caso Sergio”, l’inchiesta fantasma e la “velina” dei Servizi

Editoriale

L’ondata di rivelazioni e di congetture seguite al ritrovamento, nei faldoni del processo Aemilia, di alcune carte in cui compare il nome di Maria Sergio, dirigente del Servizio Pianificazione e qualità urbana del Comune di Reggio dal 2004 al 2014 e moglie del sindaco Luca Vecchi, sembra essersi placata, almeno temporaneamente. Può essere utile allora cercare di mettere in fila i fatti accertati.

Il primo punto fermo è che nel 2006 la Procura di Reggio aprì un’inchiesta, denominata ‘Brick’, cioè mattone, su alcune pratiche urbanistiche del Comune di Reggio, di cui si ipotizzava che fossero viziate da irregolarità per favorire alcuni soggetti. Finì sotto osservazione in particolare la delocalizzazione di volumetrie di Act da via Talami a Largo Blasetti, nella zona di via Settembrini, dietro la quale si sospettava vi fosse un’operazione speculativa a vantaggio dell’imprenditore edile Gaetano Papaleo, scomparso nel 2013. Tre persone di cui non si conosce l’identità furono iscritte nel registro degli indagati, ma – e questo è un secondo punto fermo – tra queste non c’era Maria Sergio. Il procuratore capo Giorgio Grandinetti ha spiegato che la dirigente del Servizio Pianificazione non è mai stata indagata.

Terza certezza: le indagini si protrassero per tre anni, ma gli inquirenti non trovarono elementi penalmente rilevanti. Il 4 aprile 2008 la variante di delocalizzazione fu approvata dal Consiglio Comunale, ma i permessi di costruire non furono mai ritirati e ora sono decaduti. Degli episodi scandagliati all’epoca dalla Procura di Reggio, noti anche alla Dda di Bologna, non si fa cenno nell’ordinanza di custodia cautelare dell’inchiesta ‘Aemilia’ e nel decreto di rinvio a giudizio.

Ma 7 anni dopo quell’indagine, all’inizio del 2013, le stesse vicende vennero ripescate in un’informativa dell’Aisi, i servizi di sicurezza interni, su possibili infiltrazioni della cosca Grande Aracri nell’apparato politico-amministrativo del Comune di Reggio. I …

Le società partecipate dagli enti locali

Profili economico-patrimoniali e indicatori di qualità ed efficienza

R&S e Unioncamere hanno realizzato nel giugno 2012 uno studio congiunto sulle imprese non finanziarie partecipate dagli enti locali. La ricerca, pubblicata da Unioncamere e titolata “Le società partecipate dagli enti locali” (ISBN 978-88-6077-122-3, in distribuzione presso la rete delle librerie Feltrinelli), si compone di due volumi ed un CD. Il primo volume “Le società partecipate dagli enti locali. Le principali caratteristiche economiche, finanziarie e tariffarie” individua 5.512 imprese partecipate e 3.601 controllate. Per 4.139 società partecipate di cui sono disponibili dati di bilancio sono esaminati aggregati economico-patrimoniali, variamente modulati su base geografica e settoriale nel triennio 2007-2009. Tali imprese hanno sviluppato nel 2009 un fatturato superiore a 53 miliardi e impiegato poco meno di 267mila addetti. Un approfondimento riguarda le 2.809 imprese controllate di cui sono reperibili i rendiconti annuali: il loro fatturato aggregato ammontava nel 2009 a circa 38 miliardi di euro con quasi 223mila occupati. Apposite sezioni sono inoltre dedicate all’esame delle dinamiche e dei livelli tariffari e al numero dei rappresentanti nominati dagli enti locali azionisti in seno agli organi sociali. Il primo volume rappresenta la continuazione dei rapporti censuari che Unioncamere ha curato dal 2007.

Il secondo volume riguarda i profili di “Economia, finanza ed efficienza delle principali società controllate dai maggiori enti locali” e si compone di due sezioni. Nella prima vengono esaminate 69 società con fatturato superiore ai 50 milioni di euro che operano nei servizi pubblici e sono controllate dagli enti locali maggiormente popolosi (comuni con più di 100mila abitanti e province con più di 500mila abitanti) o amministrativamente rilevanti (regioni e capoluoghi di regione). L’analisi riguarda i profili economico-patrimoniali dal 2006 al 2009 (oltre 28 miliardi di fatturato aggregato e 135mila dipendenti) rielaborati su base geografica e settoriale, le dinamiche di borsa delle …

Cosa dicono di noi VANOI TRENTINO DOLOMITI PRIMIERO

Con la firma della convenzione tra Comune di Can San Bovo e parco Naturale Paneveggio/Pale di San Martino, avvenuta martedì’ sera in un’aula gremita di gente a Canal S. Bovo, è nato ufficialmente il progetto “Ecomuseo del Vanoi”.

“La nostra valle -ha commentato in apertura il sindaco Luigi Zortea- rappresenta un museo naturale di prim’ordine: l’ecomuseo intende rafforzare, con una serie di iniziative, alcune peculiarità di questo paesaggio”. Svariate saranno le tematiche prese in considerazione dal progetto: si spazierà dalle miniere, ai vecchi mestieri di cui il Vanoi è prezioso custode (cestai, rastrellai, bottai) alla grande guerra, all’ambito del Sacro molto altro. “Con questa iniziativa -ha ribadito il vice-sindaco Angelo Orsingher- ci proponiamo di rivisitare il passato. Tutto e’ nato qualche anno fa con il restauro degli strappi murali (oltre 30 in tutta la vallata), pensando prima ad un ente con cui collaborare; da qui il parco”.

Si sono sprecate parole in questo periodo, equivocando molto spesso il concetto “museo” con quello di “Ecomuseo”. La differenza sostanziale sta’ nella dinamicità dell'”Ecomuseo” (costituito su un territorio, in uno o più luoghi, da un’équipe pluridisciplinare, con cittadini ed enti compartecipi). Il museo, invece, si riduce ad un insieme di locali gestiti tecnocraticamente con una museografia statica. Ma tornando alla convenzione firmata martedì sera a Canal San Bovo, costituita da 12 articoli 3 capi, questa prevede tre date importanti fra i suoi capisaldi. Entro il 14.01.98 dovrà essere istituito l’Ecomuseo; il passo successivo arriverà prima del 14.07.98 con la cpreparazione del programma generale; l’articolo 10 della convenzione, infine prevede entro il 14.01.2000 le proposte gestionali dell’Ecomuseo. Ecco i membri. Per il comune di Canal San Bovo: Angelo Orsingher, Renato Gobber e Mansueto Sperandio. Per l’ente Parco: Ettore Sartori, Cristiano Trotter e Gianfranco Bettega. “Abbiamo creduto in questa iniziativa -ha commentato il presidente del …

Pordenone. Dipendenti tornano dalle ferie e trovano la loro azienda chiusa

Commento:

: Caro giangy, : Il motivo per cui la Chiesa Avventista è : contraria al gioco d’azzardo non è solo quello : che si guadagna senza lavorare, quasi che basti : lavorare per rendere legittimo un guadagno. Il : problema sta in una visione deresponsabilizzata : della vita, in una visione sognatrice e : ingannatrice che crea moltissimi problemi. E’ lo : stesso problema, ma più diretto e amplificato, : della visione della vita propagandata dai quiz : televisivi con fior di milioni, da una visione : data da molti show in cui la vita appare : solo come gaudio e spensieratezza, di amori : facili e non responsabili, di apparenza priva di : sostanza. Ma la sostanza c’è ed è data da : atteggiamenti verso la vita che poi si vendica : con la sua realtà. : Il gioco d’azzardo non è solo un gioco, ma : un’illusione che molte volte crea distacco dalla : vita concreta e porta alla sofferenza e alla : tragedia. : Dietro le porte dei casinò vi sono gli strozzini : che prestano soldi a usura a tanti schiavi della : fortuna che distruggono se stessi e le loro : famiglie. : Anche quelli che non arrivano a tanto, non fanno : certamente il bene di nessuno. : Se si è così straricchi da potersi permettere il : lusso di bruciare i propri soldi senza averne : alcun danno, ciò rappresenta comunque un insulto : ai tanti poveri di questo mondo che per avere il : denaro per comprare il pane sudano letteralmente : sangue. E quante sono invece quelle persone che : vanno al casinò, o al bar sotto casa per giocare : con la macchina da poker, solo perché storditi : dal mito della fortuna a buon mercato, o : semplicemente …

I Collaboratori a San Carlo Borromeo

Francesco Cartasegna – Lettore – DECEDUTO IL 7 NOVEMBRE A LUI UN RICORDO SPECIALE

Per oltre 30 anni ha aiutato i Parroci e la comunità tutta facendo udire la sua voce nella proclamazione delle Sacre Letture e ricoprendo il ruolo di “Cronista” nella Lettura della Passione.

Marino Neri – Accolito, Cantore, Lettore e Seminarista

Da alcuni anni, Marino si presta volentieri a guidare le celebrazioni nella facoltà di accolito: guida i chierichetti, organizza con Don Giacomo la Liturgia delle SS. Messe, e la sua splendida voce tenorile è di grande aiuto in tutte le S. Messe Cantate e nelle processioni come nei matrimoni.

Dal 2 Ottobre 2000 è entrato nel Seminario Vescovile di Tortona: a Lui le più vive congratulazioni per il cammino intrapreso.

Il Signore Lo assista e lo ricolmi delle Grazie Spirituali e materiali necessarie a diventare un ottimo Ministro del Signore.

La Corale

Sono più di 20 le ragazze (ci sono invero ogni tanto anche tre uomini) che cantano durante ogni S. Messa delle 11.00 (la Messa grande)!

Per non dimenticare il nome di qualcuna non le cito espressamente.

Però è doveroso ricordare che, senza la forza d’animo di Sabrina (tra le fondatrici della Corale nel 1985), e l’impegno assiduo di tutti – soprattutto durante le snervanti prove a cui l’Organista le ha sottoposte – non si sarebbe potuto ottenere un gruppo così ben affiatato che fa cantare l’intera comunità.

Ultimamente il coro si è un po’ ridotto per diversi motivi; speriamo che si ricompatti presto per aiutare tutti a cantare meglio le Lodi del Signore (ricordando che – come dice S. Agostino – “Il Canto è doppia preghiera”).

I Musicisti

A questa categoria appartengono le Chitarriste e i Chitarristi, senza il cui ausilio il 70% del Repertorio di canti risulterebbe depauperato delle migliori melodie (anche assai …

En attendant il Mercante…

© Attilio Marasco

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En attendant il Mercante…

C’è attesa per il nuovo spettacolo di Ronconi, Il mercante di Venezia che debutta mercoledì 9 al Teatro Strehler di Milano: il testo scespiriano, ambientato in un luogo di grigi commerci che rimanda all’odierna Marghera, diventa emblema di un mondo dominato dal profitto, ma anche di una serie di personaggi ciascuno dei quali appare alla ricerca di se stesso e di un’identità che sembra sfuggirgli. Fra gli interpreti, in un cast di giovani, Fausto Russo Alesi, Elena Ghiaurov, Raffaele Esposito.

Doppio appuntamento di rilievo al Teatro India di Roma: fino a domenica 6 prosegue l’omaggio a Koltès nel ventennale della morte: il regista Claudio Longhi rappresenta un trittico di testi del grande autore francese, Voci sorde, una sorta di livido dramma borghese finora mai rappresentato in Italia, Sallinger, una riflessione sul tramonto del sogno americano dedicata al mitico autore del Giovane Holden, e l’ormai classico Nella solitudine dei campi di cotone, con Lino Guanciale e Luca Micheletti.

Pittore e drammaturgo di ispirazione dadaista, Georges Ribémont-Dessaignes fu considerato un precursore del surrealismo e un geniale protagonista delle avanguardie storiche. Il suo testo più noto, L’imperatore della Cina, fu allestito negli anni Venti da Bragaglia, e nel ‘69 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann: a riproporlo ora – da sabato 5, in un altro spazio dell’India – è uno dei padri del nostro teatro di ricerca anni Settanta, Pippo Di Marca, che a quell’ultima messinscena partecipò come attore.

Da mercoledì 9 a venerdì 11 il Piemonte accoglie il meglio degli spettacoli di marionette e burattini: si svolge infatti tra Grugliasco, Cuneo e Pinerolo la quarta Vetrina italiana del teatro di figura, che mette insieme una serie di eccellenti proposte …

Guastalla ritrova il suo teatro

Cultura e Spettacolo

La facciata ritinteggiata è il primo segnale del risveglio. Gli affreschi del soffitto sopra la platea sono stati restaurati e consolidati. Nella primavera di due anni fa alcuni cedimenti della superficie di gesso che fa da supporto ai disegni avevano costretto il comune di Guastalla a chiudere il proprio teatro. Da lì, l’inizio di un letargo che ora, finalmente, ha i giorni contati. L’orologio sopra il palco era fermo da cinqunt’anni, messo fuori uso da un intervento strutturale al tetto, effettuato per adeguarsi a una legge sulla prevenzione degli incendi. La nuova ristrutturazione, ha di nuovo coinvolto in modo massiccio la copertura dell’edificio. Come le lancette sul quadrante torna a muoversi l’attività culturale tra le pareti del Ruggeri.

Intitolato nel 1926 all’attore Ruggero Ruggeri, che aveva la madre guastallese, è uno dei teatri più antichi d’Italia. La volontà di costruirlo si deve infatti al duca Ferdinando Gonzaga, che lo fece progettare nel 1670.

Per l’inaugarazione è stata programmata una tregiorni di spettacoli. Si parte sabato 11 aprile. Protagoniste sulla scena saranno le associazioni di Guastalla che si occupano di musica e di prosa. Una serata offerta dall’amministrazione con tanto di brindisi finale.

Gratuito è anche lo spettacolo di domenica 12, con Ivano Marescotti, basato sul romanzo ‘L’agnese va a morire’, pietra miliare nella letteratura della resistenza.

Lunedì 13 sarà la volta di una commedia che ha fatto epoca: ‘La scuola’, con Silvio Orlando e Marina Massironi. Ritratto del mondo della scuola, scritto per il teatro, passato con successo per le sale cinematografiche e ora di ritorno sui palcoscenici. Durato quattro mesi, l’intervento che ha consentito la riapertura è costato 127mila euro alle casse del Comune. Vedere di nuovo al completo i suoi 450 posti farà dimenticare gli indugi che hanno caratterizzato l’avvio del cantiere.…

Padova. «Risarcita per l’alluvione e ora il Comune rivuole indietro i miei soldi»

ALBERGO AL SOLE

Affacciato sulla piazza di Asolo, l’Albergo Al Sole, è una piccola struttura ricca di charme, in cui si respira un’atmosfera intima che, unita a tocchi di raffinato buon gusto e massima attenzione alla cura dei particolari, assicura soggiorni indimenticabili. E’ stato riaperto nel 1996 dopo un lunghissimo periodo di chiusura e un accurato e sapiente lavoro di restauro che ha ridato vita a questo grande albergo, riportando alla luce un’antica grotta affrescata del VXI secolo, intitolata a “Bacco”, che si scorge sorridente tra le poche immagini rimaste a testimonianza di un antico passato.

La facciata della villa ha mantenuto lo stesso aspetto di cento anni fa; l’edificio spicca tra gli antichi palazzi del centro storico ed il verde del bosco retrostante ed è impreziosito dalla splendida terrazza panoramica affacciata sulla piazza, da cui si può godere un’incomparabile vista sulla cittadina medioevale e sui dintorni, luogo ideale per un aperitivo al calare della sera.

Le moderne camere, sono tutte dotate dei massimi comfort, spaziose ed accoglienti. Offrono servizi privati, aria condizionata, TV sat & pay TV, minibar, cassaforte, linea telefonica e linea modem dirette, fax su richiesta.

Il ristorante “La Terrazza”, ambiente informale e rilassante, offre una cucina leggera che combina ingredienti tipici stagionali della cucina locale con elementi nuovi ed originali. Si organizzano inoltre presso l’antica Grotta di Bacco esclusive cene d’epoca presentate dallo Chef Marco Valletta, membro della Nazionale Italiana Cuochi, che accompagna i commensali alla scoperta di gusti e sapori antichi..

A disposizione gratuita degli ospiti dell’hotel l’attrezzato fitness center. Servizio massaggi su prenotazione.

ALBERGO AL SOLE…

L’inchiesta/ Il luogo ideale per tradire il partner? Un hotel delle terme euganee

LOTTARE CON EFFICACIA CONTRO L’USURA

Si è svolta il 23 maggio 1996, all’Hotel Columbus, una Conferenza Stampa per presentare ufficialmente la Fondazione “Adventum, Fondo per la Solidarietà e l’Antiusura”. Sono intervenuti: il Past. Comm. Ignazio Barbuscia, Presidente della Fondazione; l’On. Tano Grasso, Coordinatore delle associazioni antiracket; il Dott. Lino Busà di SOS Impresa; il Past. Daniele Benini, Segretario dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7 Giorno che, tramite parte dei fondi provenienti dall’otto per mille, ha dato vita alla Fondazione.

Il Presidente Barbuscia ha dato un breve profilo della Fondazione: opera da 15 mesi; ha già erogato oltre un miliardo di lire, attualmente stanno per essere risolte pratiche per circa 700 milioni; sono state aiutate a uscire dall’usura oltre 100 famiglie; collabora con il Comune di Roma per effettuare gli ascolti di persone che ad esso si rivolgono. Ha poi anche illustrato le prospettive della Fondazione che sono quelle di aprire un altro Fondo per aiutare i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro fornendo loro un prestito, a un tasso di interesse bassissimo, in modo che possano iniziare un’attività o acquistare gli strumenti necessari per lavorare.

L’On. Tano Grasso ha definito la Fondazione Adventum un salvagente serio in un momento di grande difficoltà. Il fenomeno dell’usura, ha detto, è molto grave e diffuso su tutto il territorio nazionale ed è molto difficile offrire un barlume di speranza a persone che non riescono più a trovare alcuna via d’uscita e che, inoltre soffrono di un grave senso di vergogna che tante volte spinge anche al suicidio. Queste persone non hanno bisogno solo di conforto, ma anche di un aiuto concreto. La Fondazione Adventum offre questo anche perchè è l’unica che operi a livello nazionale. Vi sono molte regioni italiane in cui non esiste nessuna organizzazione e, attualmente, non ve …

In viaggio con Sonzogni

in discoteca con un clic

mercoledì 31 luglio 2002, ore 20.07

In viaggio con Sonzogni

La vicenda di Bipop si arricchisce di un nuovo, sconcertante capitolo. Riguarda le missioni in Italia e all’estero di amministratori e manager della banca. Per organizzare le trasferte, Bipop si serviva di un’agenzia, la Plaza Viaggi, con sede a Brescia in viale Venezia. Niente di strano, a parte il fatto che da più di 10 anni l’agenzia è diretta da Silvia Sonzogni, figlia dell’ex amministratore delegato della banca Bruno Sonzogni. Nel corso degli anni, qualche concorrente si è fatto avanti con la banca offrendo i propri servizi. Ma non c’è stato niente da fare: la Plaza non si tocca. Un caso? Può essere. Anche se le indagini della Procura di Brescia e le ispezioni della Banca d’Italia hanno alzato il velo su altri presunti comportamenti degli amministratori dell’istituto ispirati, per così dire, a uno spiccato senso della famiglia. In ogni caso, quest’ultima vicenda offre anche altri spunti interessanti. Il primo riguarda il passato. Fino alla fine del ’94, l’agenzia bresciana si chiamava Fineco Viaggi ed era controllata da Fineco Holding. Era cioè una società del gruppo Bipop. Silvia Sonzogni vi aveva ricoperto, in sequenza, prima la carica di presidente, poi quella di consigliere delegato e infine di amministratore unico. Il 1° dicembre del ’94, però, Fineco Holding cedette le quote a una srl, Plaza Viaggi. La proprietà, insomma, cambiò, ma la figlia di Sonzogni fu confermata nella carica di amministratore unico. E tale rimase fino alla fine del ’96, quando Gian Pietro Donzelli, operatore turistico di Parma, ne rilevò il controllo. Da chi? Dalla Sogefid, una fiduciaria di Sarnico (Bergamo) di proprietà di Marino Passeri, un commercialista amico di vecchia data di Bruno Sonzogni, ex consigliere di amministrazione di Fineco Viaggi, di Bipop e di …