Approvata dal Parlamento Europeo la bozza di Direttiva

sulla protezione delle invenzioni biotecnologiche

Il 12 maggio 1998 il Parlamento Europeo ha approvato la bozza di Direttiva1 sulla protezione della invenzioni biotecnologiche, adottata dal Consiglio dell’UE il 26 febbraio 1998. Il problema della protezione brevettuale per organismi viventi e parti del corpo umano è stato oggetto di discussione fra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE per più di dieci anni, dato che la prima proposta per questa Direttiva è stata presentata dalla Commissione Europea nell’ottobre del 1988. Rispetto alla versione respinta il 1 marzo 1995 con 240 voti contro, 188 a favore e 32 astensioni, la bozza approvata contiene degli importanti chiarimenti e limitazioni della protezione di invenzioni riguardanti esseri umani e loro parti. In particolare, sono considerati non brevettabili (Art. 6): a) i procedimenti per la clonazione di esseri umani;

b) i procedimenti per modificare l’identità genetica di cellule germinali umane;

c) l’uso di embrioni umani per scopi industriali o commerciali;

d) i procedimenti per modificare l’identità genetica di animali che possano causare loro sofferenza senza sostanziali benefici di carattere medico per l’uomo o per gli animali, nonché gli animali risultanti da tali procedimenti.

Inoltre, viene chiaramente specificato (Art. 5) che, per brevettare una sequenza o sequenza parziale di un gene umano, deve essere identificata la funzione associata col gene.

La bozza oggetto di approvazione evita che la questione della brevettabilità venga confusa con l’esercizio del giudizio morale.

Tuttavia, il ruolo del Gruppo Europeo per l’Etica nella Scienza e nelle Nuove Tecnologie della Commissione (previsto dall’Art. 7) costituisce un aspetto problematico.

La questione dei brevetti per piante e animali rimane irrisolta, dato che la Direttiva conferma l’esclusione di “varietà animali e vegetali” dalla brevettabilità (Art. 4). Ciò lascia senza risposta anche la domanda posta alla Grande Camera dei Ricorsi, dopo la sentenza sui “Plant Genetics Systems”, dal Presidente dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (UEB): “Contravviene al diritto di brevettabilità di cui all’art. 53 (b) della Convenzione sul Brevetto Europeo una rivendicazione concernente piante o animali, in cui però singole varietà vegetali o animali non siano specificamente rivendicate, nel caso in cui essa ricomprenda nella sua portata anche varietà vegetali o animali?”

Altri aspetti controversi sono quelli connessi ai provvedimenti sulla licenza obbligatoria in caso di dipendenza fra brevetto e certificato di protezione di varietà vegetale (Art. 12), e quelli connessi al privilegio dell’agricoltore (Art.11) che rappresenta una deroga ai diritti brevettuali. Per quanto riguarda microrganismi, proteine, geni e linee cellulari, non sembra che la prassi attuale dell’UEB debba subire modifiche sostanziali.

Nonostante le limitazioni di cui sopra, ci si aspetta che questa Direttiva metta l’industria biotecnologica europea in grado di competere con le industrie extraeuropee, e che crei occupazione nei paesi dell’UE.