© Attilio Marasco

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En attendant il Mercante…

C’è attesa per il nuovo spettacolo di Ronconi, Il mercante di Venezia che debutta mercoledì 9 al Teatro Strehler di Milano: il testo scespiriano, ambientato in un luogo di grigi commerci che rimanda all’odierna Marghera, diventa emblema di un mondo dominato dal profitto, ma anche di una serie di personaggi ciascuno dei quali appare alla ricerca di se stesso e di un’identità che sembra sfuggirgli. Fra gli interpreti, in un cast di giovani, Fausto Russo Alesi, Elena Ghiaurov, Raffaele Esposito.

Doppio appuntamento di rilievo al Teatro India di Roma: fino a domenica 6 prosegue l’omaggio a Koltès nel ventennale della morte: il regista Claudio Longhi rappresenta un trittico di testi del grande autore francese, Voci sorde, una sorta di livido dramma borghese finora mai rappresentato in Italia, Sallinger, una riflessione sul tramonto del sogno americano dedicata al mitico autore del Giovane Holden, e l’ormai classico Nella solitudine dei campi di cotone, con Lino Guanciale e Luca Micheletti.

Pittore e drammaturgo di ispirazione dadaista, Georges Ribémont-Dessaignes fu considerato un precursore del surrealismo e un geniale protagonista delle avanguardie storiche. Il suo testo più noto, L’imperatore della Cina, fu allestito negli anni Venti da Bragaglia, e nel ‘69 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann: a riproporlo ora – da sabato 5, in un altro spazio dell’India – è uno dei padri del nostro teatro di ricerca anni Settanta, Pippo Di Marca, che a quell’ultima messinscena partecipò come attore.

Da mercoledì 9 a venerdì 11 il Piemonte accoglie il meglio degli spettacoli di marionette e burattini: si svolge infatti tra Grugliasco, Cuneo e Pinerolo la quarta Vetrina italiana del teatro di figura, che mette insieme una serie di eccellenti proposte destinate agli adulti: spiccano, nel programma, il dr. Bostick con un lavoro che coniuga Beckett e Bacon, l’acclamato Paladini di Francia con la regia di Enzo Toma (leggi la recensione), Claudio Cinelli col surreale Dreamers, Gigio Brunello con l’ormai celebre Macbeth all’improvviso.

Rodrigo Garcìa è il creatore di spettacoli furiosamente dissacranti, con attori seminudi che si rotolano fra cibi e liquami. Ma Garcìa è anche autore a tutti gli effetti: i suoi testi, regolarmente pubblicati, vengono spesso allestiti da altri registi. Da mercoledì 9 al Teatro Litta di Milano Massimo Di Michele, un ex-allievo di Ronconi, affronta Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente, paradossale dialogo a quattro voci sulla vita e sulla morte. Potrebbe essere l’occasione di scoperte interessanti.

di renato palazzi