UNIONE EUROPEA: NUOVE NORME

Proposta di direttiva sul commercio elettronico: la Commissione respinge le modifiche del Parlamento su diritto d’autore e responsabilità del provider Il 1 settembre 1999 la Commissione europea ha pubblicato una proposta modificata di direttiva su alcuni aspetti giuridici del commercio elettronico nel mercato interno. La Commissione, nonostante le pressioni esercitate dall’industria discografica europea, non ha accettato le modifiche che erano state proposte dal Parlamento europeo (pubblicate in un rapporto del 23 aprile 1999) allo scopo di introdurre la responsabilità per i provider di servizi on-line nel caso di violazione di diritti d’autore su internet.

Con le modifiche n. 8, 26 e 58 il Parlamento tendeva ad introdurre come principio che la normativa sui servizi della società dell’informazione non dovesse discostarsi sostanzialmente dalle leggi che regolano gli altri sistemi di sfruttamento delle opere, e proponeva di aggiungere alla direttiva un nuovo considerando secondo il quale la protezione dei diritti d’autore e diritti connessi è essenziale per lo sviluppo delle transazioni elettroniche, nonché di coinvolgere i titolari di diritti su opere letterarie e artistiche nella stesura ed attuazione di un codice deontologico.

Nel motivare il rifiuto di adottare le modifiche proposte, la Commissione ha spiegato che tali modifiche “si riferivano a una materia specifica quale il diritto d’autore, che appare fuori luogo nel contesto di questa proposta, che ha una natura orizzontale e rischierebbe di essere travisata”.

Fra le altre modifiche rifiutate la n. 10 impegnava gli Stati membri ad obbligare i provider a dare ogni informazione utile all’identificazione dei fornitori di materiale illegale. La modifica è stata rigettata perché “avrebbe potuto essere interpretata in modo contrario alle norme sulla protezione dei dati personali”.

Le modifiche (in particolare le nn. 45-49) intese ad aumentare la responsabilità del provider nel caso di trasmissione di contenuti in violazione delle norme sul diritto d’autore sono state rifiutate con la motivazione che “modificherebbero l’equilibrio di interessi di partenza ipotizzato in diverse questioni contenute nella proposta originale”.

15 settembre 1999